Marco Carta, furto Rinascente. Ricorre la Procura: "È colpevole, va condannato a 8 mesi"

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Un Natale probabilmente particolare quello che vivrà Marco Carta quest’anno che, lo ricordiamo, dopo esser stato accusato soltanto qualche mese fa del furto di alcuni capi di abbigliamento alla Rinascente, a Milano, lo scorso ottobre era stato assolto da ogni accusa e dichiarato innocente. Solo di poche ore fa la notizia, però, che le indagini sarebbero arrivate ad una svolta per lui poco felice.

Il pm Nicola Rossato, infatti, avrebbe chiesto di ricorrere in appello con una documentazione di oltre 28 pagine. Secondo la Procura, il cantante non sarebbe affatto innocente ma, al contrario, andrebbe condannato a 8 mesi e 400 euro di indennizzo per  aver “contribuito al furto commesso con un’amica rimuovendo le placchette anti-taccheggio e nascondendole nel bagno”.

Come riportato da Ansa, il pm Rossato avrebbe inoltre specificato che non sia ancora chiarissimo come siano davvero andate le cose, quel giorno in Rinascente. Sarebbero molte le volte in cui gli imputati hanno mentito, e lo si sarebbe potuto comprendere anche grazie alla “visione dei filmati di videosorveglianza”.

Nonostante questo, il ricorso spiega che il giudice abbia però ritenuto di “dare la prevalenza nella ricostruzione degli eventi al narrato degli arrestati rispetto a quello del teste oculare”, anche se “la genuinità delle relative dichiarazioni dei due imputati è ovviamente inficiata dal rapporto di amicizia e dalla preoccupazione della Muscas (l’amica di Marco Carta che si era interamente presa la colpa di quanto accaduto, ndr) per le conseguenze mediatiche della vicenda che potrebbero derivare a Carta.

Il ricorso, poi, aggiunge:

“Questi nega il proprio coinvolgimento, ma non riesce a spiegare quando e in che modo la Muscas avrebbe preso i capi di abbigliamento da lui indossati nel camerino, ossia le sei magliette del valore di 1.200 euro. […] L’intero percorso motivazionale del giudice parte dall’assunto che il teste oculare, ossia l’addetto alla vigilanza della Rinascente, non sia credibile e tutti gli elementi probatori a disposizione siano stati vagliati secondo tale prospettiva”.

Proprio secondo il giudice, infatti, Marco Carta sarebbe innocente poiché le prove della sua colpevolezza erano insufficienti e contraddittorie, e proprio per questo il giudice aveva sostenuto che fosse assai credibile la ricostruzione alternativa, che voleva l’amica del cantante, l’infermiera Muscas, unica protagonista del fattaccio, responsabile di aver rubato le magliette per farne un regalo di compleanno a Marco Carta.

Anche questo passaggio, però, verrebbe ampiamente smontato dalla Procura, che nel suo ricorso spiega che il giudice avrebbe soltanto “cercato di rinvenire elementi che potessero confermare la propria precedente decisione di non convalidare l’arresto, sviscerando le possibili ricostruzioni fattuali alternative per quanto improbabili o stravaganti, come quando il giudice si sofferma sul calcolo, effettuato mediante una stima, del numero di persone che hanno frequentato uno dei bagni della Rinascente quel giorno dopo Marco Carta, che per l’accusa proprio là avrebbe nascosto le placchette anti-taccheggio”.

Tra i vari capitoli conclusivi del ricorso della Procura c’è anche un dettaglio particolare, che tende a soffermarsi sull’importanza di alcuni termini utilizzati, quali quello della parola “Camerini” al plurale, anziché “Camerino” al singolare. Come spiegato dal pm Rossato, quello “sembrerebbe un dettaglio paradossale, ma è invece uno degli elementi usati dal Giudice per sancire l’inattendibilità del testimone”.

 

Marco Carta, furto Rinascente. Ricorre la Procura: “È colpevole, va condannato a 8 mesi” pubblicato su Gossipblog.it 14 dicembre 2019 15:03.



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